RÉCLAME

Abastor #34

POST CONTEMPORARY CORPORATION - Gerarchia Ordine Disciplina
(Cd, Musica di un Certo Livello/Misty Circles/Old Europa Cafè, 2006)

POST CONTEMPORARY CORPORATION

"Gerarchia Ordine Disciplina"

(Musica di un Certo Livello/Misty Circles/Old Europa Cafe)

2006

1. Manifesto di fondazione del Futurismo (1999 remix)
2. Mondo fluttuante
3. Streetwise (Angelo's catholic rap in ancient Bologna)
4. Tumulto finanziario
5. Apri la porticina e lasciami passare
6. Madre de Dios (martinete)
7. Onnagata
8. Tra 40 anni (elogio della senilità)
9. Finitemi con un proiettile di platino (oppure con una supposta al cianuro)
10. Profilo impassibile
11. Corporate America, wake up and dance!

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Gerarchia Ordine Disciplina ufficializza il culto Post Contemporary Corporation dopo anni di release carbonare, un segreto per anni gelosamente custodito che ora, finalmente, ha deciso di svelarsi grazie alla collaborazione incrociata tra Old Europa Cafè, Misty Circles e Musica di un Certo Livello. Vate e lider maximo del collettivo il tentacolare Valerio “Falco” Zecchini (aka Zekkini, scrittore, poeta, autore e attore teatrale, artista concettuale e “incendiatore di folle”), coadiuvato dall’avatiano Dario Parisini (chitarre) e da Luca Oleastri (groovebox) – questo il nucleo originario di PCC, al quale si sono aggiunti in corsa il chitarrista Giulio Sangirardi (ex Votiva Lux, ora Urania per rognosissime questioni di diritti sul nome) e il produttore Roberto Passuti. Gran parte del materiale è estratto ora dall’esordio Nel Tempo del Buio Pneumatico, ora dal successivo Onnagata, ma considerata la pressoché inesistente circolazione di entrambe le emissioni, e dal momento che tutti i pezzi qui presenti sono stati completamente riarrangiati, remixati e rimasterizzati, si può a buona ragione parlare di “debutto ufficiale” del marchio. Debutto che orgogliosamente sfugge a qualsiasi tentativo di catalogazione, al punto che è il gruppo stesso ad ammettere di aver voluto “fondare un nuovo genere” coniando una definizione ad hoc per la propria proposta (“letteratura da ballo”). E a ben vedere, per quanto tronfia e financo balzana possa sembrare tale definizione ai neofiti di PCC, non esiste davvero altro modo di (tentare di) raccontare Gerarchia Ordine Disciplina se non a costo di impelagarsi in una ridda di paragoni, nomi e rimandi totalmente infruttuosa quanto, in ultima analisi, inutile; a volte verrebbe voglia di limitarsi a citarne i testi, tutti, integralmente, per dare un’idea dell’unicità dell’esperienza, del soffio vitale che pervade un disco che programmaticamente si apre con la declamazione del Manifesto di fondazione del Futurismo marinettiano sopra una base ossessiva come l’opera omnia dei Suicide a velocità decuplicata e virata techno, e prosegue con le micidiali invettive di Mondo Fluttuante, le grida di dolore della classica Streetwise (con annesso obbligatorio sample del questuante Angelo Rizzi, il barbone più famoso di Bologna, tra gli ultimi baluardi di pura bolognesità con il suo “aiutami che sono messo male” in perenne default), gli strali di Tumulto Finanziario, la lacerante dichiarazione di amore totale di Apri la Porticina e Lasciami Passare (“Toccami/ toccami che sono malato/ così ti infetto”), l’appena sussurrata Tra 40 Anni (Elogio della Senilità), fino ad arrivare alla titanica Profilo Impassibile, autentica piece de resistance del programma (oltre 10 minuti), nella quale un ipnotico incedere impreziosito da un sax alla Material accompagna l’ininterrotto flusso di coscienza di Zekkini dove convergono immagini di inaudita potenza espressiva (“le tue labbra luccicano di sperma di androide, e liete mi sussurrano: ‘Masaccio glamour’... ‘Masaccio glamour’... Nel frattempo il moribondo agonizzante ulula nel suo letto: non seppellitemi, sono ancora vivo!”). Per quanto ci si possa sforzare, è impossibile rendere a parole questo disco: bisogna ascoltarlo. Comunque vada, non lascia indifferenti.


Dragone Nervoso

Voto: Oltre.
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