POST CONTEMPORARY CORPORATION - Gerarchia Ordine Disciplina
(Cd, Musica di un Certo Livello/Misty Circles/Old Europa Cafè, 2006)
POST CONTEMPORARY CORPORATION
"Gerarchia Ordine Disciplina"
(Musica di un Certo Livello/Misty Circles/Old Europa Cafe)
2006
Un brindisi futurista per i postcontemporanei
di Dana Lloyd Thomas
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Una ventata di aria… freska. Vincere il passato per trovare il futuro: perdere il superfluo per guadagnare l’essenza. In un momento di passatismo sfrenato, è d’obbligo parlare di futurismo. Non osiamo pensare che cosa avrebbe detto Marinetti del passatismo imperante oggi, nella cultura e nella politica che parla alla testa dell’uomo dell’Ottocento, alla pancia dell’uomo di sempre e, sporadicamente, anche a quelle signore del Prode Cavaliere che disdegnano di farsi eleggere in Parlamento perché troppo intente ad accudire il marito e i figli trentenni che fanno la spola tra Malindi e Porto Cervo.
Siete tutti avvertiti: comprare il cd Gerarchia Ordine Disciplina della Post Contemporary Corporation (http://pccorp.altervista.org), con allegato libretto di aforismi graffianti, non è una opzione ma è un obbligo. Prezzo in sesterzi su richiesta. Non si tratta di una mera rievocazione del futurismo, ma piuttosto di una reinvenzione di quella esplosione di creatività esplosa ben cento anni fa; ancora oggi, sono molti gli aspetti di quel vasto movimento che turbano il sonno dei benpensanti: l’incontro uomo-arte-tecnologia, il richiamo marinettiano allo svaticanamento, la scomposizione della sintassi, il ribellismo tradizionalista.
I fondatori della Pcc sono l’ex leader e chitarrista dei Disciplinatha Dario Parigini (attore in diversi film di Pupi Avati); l’autore delle partiture elettroniche Luca Oleastri, pittore elettronico, grafico e webmaster della Pcc. In quanto all’istrionico frontman e incendiatore di folle Valerio Zekkini (che i lettori di Area conoscono come valido collaboratore di queste pagine) ci dicono che aborre qualsiasi genere di curriculum vitae “in quanto agisce sugli stati molteplici dell’essere e opera una sistematica alterazione dell’identità, propria e altrui, sprezzante di ogni condizionamento sociale, nonché di ogni pantofolistico razionalismo, è dotato di un’innata attitudine antiumana, in quanto impegnato in una spietata guerra contro se stesso”. Non a caso, il domicilio di Valerio non è un indirizzo qualsiasi: si trova “in un altrove sacrale, in regioni dello spirito segrete ai più, con l’obiettivo di trasf ormarsi in una pura entità astratta” (un po’ come tutti noi, insomma). Senza dimenticare, poi, la collaborazione di Giulio Sangirardi, Roberto Passuti, curatore della bottega musicale di Giovanni Lindo Ferretti.
Si tratta di un gruppo musicale composto da individui dai percorsi diversificati, intenti a fondare un nuovo genere, la “letteratura da ballo”. Infatti, chi ha detto che i testi dance debbano per forza esprimere un vuoto imbecille per diventare, insieme con il resto del mondo, “dominio di una plebe bavosa e flatulente”?
Tra suavi suoni techno sentiamo le parole del proclama futurista. E in seguito, quelle dell’elogio alla senilità (“col mio magnifico berretto di pelle di pitone/ restio a qualsiasi trattativa/ traboccante di fierezza”); poi Onnagata, Profilo impassibile e altri pezzi ancora.
Veniamo agli aforismi, quella nobile arte coltivata dal grande Nietzsche, ma purtroppo senza il necessario filo di ironia latina. Vediamone qualcuno insieme con i versi liberi:
“All’abitudine i post-contemporanei contrappongono la liturgia”
“La nostra missione: sostituire l’Italia del piagnisteo con l’Italia del militarismo e il culto della puissance”
“Pronto e vorace.
…E’ di nuovo pronto…
pronto a cavalcare sulle praterie d’asfalto
con impaziente, incontenibile
bramosia vorace”
“Insonnia.
Cara,
fammi una sega
che non riesco a dormire”
“I post contemporanei, propulsori di vita dinamica e agonistica, deridono e sbeffeggiano i bevitori professionali di aperitivi dei bar del centro”
“Più passa il tempo, più l’antifascismo diventa un’ossessione morbosa, come l’omofobia”
“Vivir con miedo es vivir a miedas (vivere con paura è come vivere a metà)”
In che cosa crede Zekkini? Non è facile rispondere a questa domanda, ma vorrei citare una tra le tante affermazioni: “Fede assoluta nell’individualismo cosmico e nello sciamanesimo eurasiatico, che presto grazie a me risorgerà!”.
Tra l’essenziale e l’iperbole, qualcosa resiste e si insinua in chi ascolta e in chi legge. Mentre il primo futurismo si ispirava ad aeroplani e automobili, simboli della nuova mobilità dell’uomo, liberato dal millenario vincolo al cavallo e alle proprie gambe, Zekkini evoca ottimisticamente l’intelligenza artificiale. Anche se nel mondo, il più delle volte, scarseggia quella ordinaria. Ma in ogni caso, brindiamo al giorno in cui dalla società politicante si possa passare, se non proprio alla politeia, quanto meno ad una forma di “politika” per contrastare i passatisti del consumismo-comunismo (con o senza il “kappa”).
